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L’amore per il tennis spiegato dal nostro giovane Istruttore collaboratore Leonardo

 07/04/2020 caro tennis,                                                                                                                                                                                        quanto mi manchi… 
Non avrei mai pensato di dirlo, ma mi manchi, da impazzire.
Non credevo di poterlo dire mai, poichè le mie giornate, i miei stanchi pomeriggi erano sempre pieni di te.Dei tuoi passi, delle tue scivolate.Delle tue urla sotto ad un pallone, del tuo “gioco mentale”. Di te.
Mi manchi, caro tennis.
Si, proprio tu, tu che mi hai forgiato caratterialmente, che mi hai insegnato a stare al mondo. Tu, che mi hai cresciuto.
Mi hai fornito la prova pratica che il duro lavoro paga, perchè, fidati, è straziante giocarsela sempre alla pari con quelli più forti di me, senza vincere mai.
Mi ha sempre detto che la sconfitta non è un treno che ti investe, ma uno di quelli da acciuffare per l’ultimo vagone, in modo da capire che, al prossimo appuntamento,prestando più attenzione, puoi arrivare prima. Ed OVUNQUE.
Sei speciale, per mille cose.
Per tutte le maledizioni che comporta l’essere riconosciuto come “sport del diavolo”, perchè mi permetti di conoscere gente nuova,mi permetti di essere me stesso. Nella mia rabbia,come nei miei momenti di esaltazione.
Ti sembra poco?
In campo, grazie a te ed i tuoi complessi giochi mentali, sono io. Solo, con me stesso. Non posso mai fare affidamento su nessuno per risolvere i problemi e per uscire dai bivi che tu stesso mi metti di fronte.
Ma, in tutto, la cosa che ti rende speciale più di ogni cosa e la possibilità che mi dai di avere la rivincita, già dal giorno dopo una sconfitta
Mi manca tutto questo di te.
Stando a casa, in solitaria compagnia, si pensa molto di più e molto più profondamente: sto riapprezzando tutti i momenti che, oramai da dodici anni, mi accompagnano. Sono tutti fermi nel cuore, dal “CRETINO!”  della mia prima maestra, una seconda mamma da sempre,per ogni stupidaggine, al “TESTA DI MINCHIA!” dell’ ex professionista che mi segue ora.
Dodici anni sono tanti, ma dentro di me porto ogni singolo momento passato tra le infernali righe dei tuoi campi.
Quest’anno, poi, con il trambusto che s è venuto a creare, non posso neanche venire a trovarti nel palcoscenico che più meriti, il campo più bello del mondo, il Nostro “Nicola Pietrangeli” del Foro Italico. Lì, dove ho potuto vedere dal vivo la partita del mio idolo, il grande Fogna.
Ora, con la nostalgica “a thousand years” di Christina Perri forte nelle cuffiette, sono qui a pensarti, e scriverti. In “presa a male”, come diciamo noi millenial !
Ammetto che mi sento scemo, mi sento un “mentalmente instabile” come tutti quelli che giocano a questo sport debbono essere!, ma mi manchi. Veramente troppo.
Giuro, farò il possibile per correre da te, presto.
Anche se non l’ ho promesso spesso, io non t’abbandono.
Perchè ti amo, amore mio. 
Ti amo, Tennis.
  
                                                                                                            Leonardo

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